LA CONDANNA DELLA PIAZZA

LA CONDANNA DELLA PIAZZA

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paulsark

E LA RUSSIA CONDANNO' ....

Era una giornata di sole, quel Martedì 14 Maggio, del 2025; i raggi esaltavano i colori delle fiamme della cattedrale, che svettavano verso il cielo, intensamente azzurro e terso. Stormi di corvi gracchianti rastrellavano disordinatamente lo spazio aereo, scendendo in picchiata verso l'acciottolato del pavimento, ogniqualvolta individuavano qualcosa di commestibile, che spesso era rappresentato da qualche minuscola briciola di pane o di biscotto, lasciata cadere da uno dei numerosi passanti e turisti che affollavano la grande piazza. Annunciata da un forte colpo di cannone, la grande porta principale, che dava accesso al palazzo, nella cinta di mura rosse, si aprì lentamente. La folla, composta da visitatori pervenuti da diverse parti del mondo, volse lo sguardo verso quella grande ferita rettangolare, che lasciava intravedere solamente un grande buio, pastoso e inquietante. Era già successo in passato, che quella galleria artificiale rigurgitasse le glorie degli occupanti del maestoso edificio; era già successo che quella grande occhiaia in metallo e cemento partorisse canti e inni di vittoria, vomitati da gole fasciate nelle uniformi grigie e verdastre, che sfilavano a ritmo, immersi in uno scintillante e tetro mosaico, composto da carri armati , missili, mitragliatori, fucili, pistole, coltelli, sciabole.

Ciò che emerse dal buio e che, pian piano, occupò tutto lo scenario circostante, aveva dell'incredibile, impensabile e, oseremo dire, sovrannaturale. Un corteo nero, opaco, lugubre e impersonale, si snodava in un silenzio irreale, attraversando le due ali di persone che, via via, si erano radunate in prossimità del grande portone, attirate istintivamente da qualcosa di unico e irripetibile.

In testa quattro cavalli neri, agghindati con gualdrappe nere, copricriniera neri, selle e sottoselle nere, paraocchi neri. Su ciascuno un cavaliere, anch'esso abbigliato con una uniforme nera,

un grande colbacco nero, guanti e stivali neri, senza nessun distintivo, nessun grado, nessuna mostrina. Il viso coperto da una maschera, nera e inespressiva. L'incedere stucchevolmente rallentato, rasentava l'immobilità. Dietro i quattro cavalli e relativi cavalieri, quattro figure, appiedate e dai movimenti lentissimi, che manovravano una lunga asta, alla quale era fissato un lungo drappo svolazzante, anch'esso immancabilmente nero. Un lungo mormorio sottolineò poi l'apparire di un quadro impressionante e, allo stesso tempo, liberatorio: un uomo stava legato sul dorso di un grosso maiale scuro; era legato supino, con grossi canapi, con la testa che penzolava miserevolmente dalla parte delle terga dell'animale, quasi a toccare con la nuca il deretano del suino, che grugniva e strillava, e tentava inutilmente di scrollarsi di dosso quel peso, al quale, sicuramente, non era avvezzo. Dietro il porco una lunga fila di bambine e bambini, ragazze, giovani maschi e giovani donne. Questi, di contro, vestivano tutte e tutti con colori sgargianti, vividi, con casacche cremisi, lunghe gonne azzurre, camicette bianche e rosa, cappelli celesti e arancioni, grembiuli verdi, pantaloni rosso porpora, gilet viola, mantelli gialli e turchesi. Questi, invece, erano vocianti, strillavano, ridevano, cantavano, danzavano, stando bene attenti, comunque, a non incedere più velocemente delle figure che li precedevano. Ognuno recava con sé un grande cartello, con diverse frasi in differenti lingue, inglese, tedesco, cinese, francese, spagnolo, italiano. Noi, per dovere di cronaca, e per rendere più semplice il tutto, ci limiteremo a riportare le scritte tradotte per il lettore italiano. Eccone alcune, tra le più significative:

COLPEVOLE

IMPICCHIAMOLO

CHE SIA CONDANNATO

CHE SIA MALEDETTO IN ETERNO.

Il lugubre e allegro corteo avanzava tra centinaia di persone che, ovviamente, spinte dall'insolito spettacolo, si accalcavano,

sgomitavano, si affannavano, per vedere da vicino qualcosa che mai si sarebbero sognate di vedere. L'uomo legato al maiale era...

venerdì, 24 Ottobre 2025
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