PER RIDERE UN PO' - Storia di cantanti

PER RIDERE UN PO' - Storia di cantanti

Testi

Il proprietario di un negozio di dischi

che raccontava le favole ai suoi figli

C'era una volta, nella lontana ROMINA, in una ARISA AREA, viveva un saggio e vecchio sovrano, con una fluente BARBAROSSA, e folte CIGLIANO, amato dai suoi sudditi, sia dai JOVANOTTI, che dai VECCHIONI, in quanto era molto PRAVO. Il monarca, che aveva nome RETTORE di SPAGNA, aveva due figli gemelli, molto GAGLIARDI, BRUNI e BELLI, gli eredi al trono, FRANCO QUARTO e FRANCO PRIMO, anch'essi LEALI e molto BONI. Il re era sposato con la regina NADA OXA, BELLA come un TATANGELO, con una lunga chioma GRANATA ed i GRANDI occhi NERIPERCASO, sempre ben BERTI e RABAGLIATI. I sovrani vivevano in una grande VILLA, sui COLLI, ma senza mura, recinti o BRANDUARDI, che la separavano dal resto dalle altre CASELLI e MASINI del villaggio. Una folta foresta di ARBORE si stendeva attorno alla dimora reale, dove crescevano GIGLI, BOCCELLI, FIORINI, FIORDALISO e mele CUTUGNO, che venivano curati dai CUGINI DI CAMPAGNA. Diverse specie animali pascolavano e vivevano in pace e in armonia: GAZZE' che CINGUETTI tutto il giorno, LIGABUE, GATO BARBIERI, GUFI, PAVONE e GABBANI, accuditi sapientemente e amorevolmente da un esperto CALIFANO DEL TURCO, forte come un SANTERCOLE, che teneva sempre sulla CAPAREZZA un BARRETO di lana azzurra, e che aveva sotto di sé numerosi VILLANI che lo aiutavano nel lavoro. Il regno di Rettore, al di là di un profondo FOSSATI, confinava con un altro reame, governato da un sovrano noioso e sempre COCCIANTE, che BATTIATO spesso BANCO al re confinante,in quanto spendeva tutti i PAOLI e gli ZANICCHI con le SQUILLO NEGRITA. Era rimasto praticamente a ZERO, anche perchè si era già VENDITTI lo STADIO per 883 soldi. Il monarca, il REITANO, aveva un figlio BOBBYSOLO, un PUPO SCIALPI, GIANCO e TOFFOLO, senza alcuna GRAZIANI, che era BENNATO dal suo primo matrimonio, cui era stato imposto il nome di PEPPINO di CAPRI, per il fatto che amava trascorrere gran parte del suo tempo libero a suonare la CETRA, come l' imperatore romano CAROSONE. La terra che li ospitava era popolata da NOMADI, TOGLIANI e NEW TROLLS, CAMALEONTI, CORVI, brutti RANIERI e DIKDIK, che RUGGERI dal MARTINO alla sera. Tutto andava MAL, insomma, fin dai PRIMITIVES che si erano insediati in quelle terre, e ci si MANNOIA a morte. Mentre nel regno di Rettore, poi, tutti andavano in IGLESIAS, soprattutto nella cattedrale dei NUOVI ANGELI, nella terra di Reitano erano tutti PAGANI, GHEZZI, e passavano gran parte del loro tempo a bere RAMAZZOTTI on the ROKES, al MATIA BAZAR, e poi a ballare il RONDO' VENEZIANO e il LUNAPOP. Reitano, poi, era assillato dal pensiero di impossessarsi del regno di Rettore, esiliare Franco Quarto e Franco Primo, sposare infine la bella Nada Oxa, e dare al figlio la BELLA DALIDA, la ricca principessa del RENO. Riunì pertanto un giorno la sua EQUIPE 84, per architettare un piano, VALENTINO e perfetto. E così fu. Ma il cattivo re aveva fatto i CONTE senza l'oste. Infatti la principessa Dalida, molto presto, poco prima dell' ALBANO, si trovava a passare per i SENTIERI del regno di Rettore, in compagnia della sua cugina GIORGIA, un bel PEZZALI di ragazza, bella florida e SANNIA anch'ella e, assieme ai fidi NANNINI, decisero di piantare la loro TAZENDA, in mezzo ai SILVESTRI, in prossimità di una grande FONTANA, da cui zampillava una fresca ed invitante acqua PAOLA e CHIARA. Anche i due fratelli Franco Quarto e Franco Primo, quella mattina, avevano deciso di andare a caccia dei temibili PAVAROTTI, GIGANTI e LUTTAZZI, ma che erano particolarmente gustosi, ed erano spesso protagonisti sulla tavola del re. “MINGHIII...” esclamò Franco Quarto, osservando il cielo minaccioso ; “Speriamo che non PIOVANI proprio oggi...”. “Ma sei proprio CONCATO”, ribattè Franco Primo, “ BERTE' è sempre tutto negativo; FRESU' con la vita...mettiamoci sulle ORME di qualche Pavarotto, e per cena, stasera, caro FRATELLO, mangeremo BONGUSTO; io mi FIDENCO di te, fai il VALENTE”. E così i due TEBALDI giovani, senza concedersi alcuna PAUSINI, si dettero da fare per procurarsi una bella cenetta. Ed infatti poco dopo , con un un bel colpo di SPADARO, un Pavarotto venne sacrificato, MORANDI al suolo, ed i principi si assicurarono una bella e abbondante cena. Mentre la carne cuoceva ai FERRI, condita con dei FOGLI di ARIGLIANO e MILVA, e tocchetti di PAPPALARDO, il buon profumo si diffondeva per tutta la foresta. Giunse fino alla Tazenda delle due ragazze, le quali, per cena, avevano dovuto accontentarsi di una misera minestra D'AVENA, con un po' di DRUPI e quattro BOLLANI secchi. “POOH...“, esclamarono all'unisono le due giovani che, spinte dalla fame, si avventurarono verso la radura da dove proveniva quel buon profumino, guidati anche dal GUARDIANO DEL FARO. Ben presto i QUATTRO PIU' QUATTRO si ritrovarono insieme attorno al fuoco, mangiando e ridendo in ALLEGRA, addentando una morbida FOCACCIA, preparata dalla PREMIATA FORNERIA, ed innaffiando il cibo con del fresco e frizzante VIANELLO e qualche MARTINI, facendo tutto da soli, senza nessun CAMMARIERE. MANGO a dirlo, al termine della gustosa cenetta, le due coppie si ritrovarono a CONSOLI l'un l'altro, ed i BACCINI si sprecarono, mentre il TESSUTO delle gonnelle cadeva a TOZZI per terra. Ma di DE PISCOPO non se ne parla, in quanto le ragazze non sono delle BUSCAGLIONE, che non commettono atti BOSE', che non DALLA la loro MIETTA di PELU' al primo venuto, che non sopportano nessun TIROMANCINO da quei GHEZZI JANNACCI e VANONI. Ma le cose, per fortuna, andarono per il verso giusto. Il cattivo Reitano fu messo ai FERRO in una CAMERINI, nella TORRIELLI più alta del castello, e morì dopo poco tempo per un brutto MODUGNO ai RENIS. Suo figlio Peppino mangiò troppi PAPETTI CREMONINI, con un sacco di ZUCCHERO; non ci fu modo di curarlo, perchè i MEDICI avevano inoltre terminato il BALSAMO, ed esplose miseramente come una MINA. Franco Quarto sposò Dalida; Franco Primo sposò la cugina Giorgia. Si fece una grande festa che durò ben OTTO giorni, tra PIZZI, FOCACCIA con la RENGA, CARTA da musica, CASELLI in brodo, TOGLIANI BRITTI, ALICE ai FIERRO, e tanta musica, con il TRIO LESCANO. I due matrimoni furono celebrati nella chiesa di San NICOLADIBARI, dal parroco di corte DON BACKY. Ah...dimenticavo: le cose andarono bene per tanti e tanti anni, perchè nessuno, mai, aveva osato rompere i BAGLIONI a nessuno.

martedì, 4 Novembre 2025
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