I TALEBANI CONTRO UN' ORCHESTRA DI DONNE

I TALEBANI CONTRO UN' ORCHESTRA DI DONNE

Poesie

NOTE DI PAURA

L' orchestra Zohra, composta interamente da donne afghane,

e diretta da Negin Khpalwalk, viene osteggiata ferocemente

dai talebani, che considerano la musica qualcosa di osceno.

Eccomi a voi

pietre di Kabul

mi chiamo Zohra e sono un' orchestra

vengo a chiedervi se avete visto il mio oboe

vengo a chiedervi

se potete abbracciare il silenzio del mio violoncello

vengo a chiedere un vostro canto

che si spinga oltre l'orizzonte dell'universo

che raccolga in una gabbia d'acciaio

i graffi barbuti dell'ignominia

Eccomi a te

polvere di Kabul

vengo a chiederti

se hai sentito l'urlo delle trombe

e delle cicale imprigionate

se hai sentito le lacrime fredde del flauto

e delle rondini senza ali

se hai ascoltato il silenzio del contrabbasso

e delle lune nascoste

Ascoltami

fuoco di Kabul

sono in ginocchio qui

di fronte a te

vengo a pregarti di bruciare il senso deviato delle parole

e dei fucili

vengo a pregarti di bruciare i nomi delle strade inventate

di bruciare gli occhi di vetro dell'indifferenza

di bruciare le frontiere abitate dai proiettili

di bruciare le piattaforme dove si truccano i proiettili

di bruciare i serpenti che sputano i proiettili

Sono qui

davanti a te

acqua di Kabul

insegnami a sognare tra le mani del grano

e le lunghe ciglia dei papaveri

insegnami a scrivere gli arcobaleni dei ritorni

insegnami a leggere le antiche lame delle spade ferite

insegnami a guardare il pensiero dei fiumi dall'alto delle torri

Cara e antica anima di Kabul

devo confessarti che ho perso le mie campane e le mie candele

ho perso le mie sirene e le mie maschere

ho visto fuggire i miei angeli e le mie clessidre

ho visto morire

giorno dopo giorno

i miei diesis preferiti

con i quali

dialogavo animatamente

la notte

alla vigilia di ogni concerto

ho visto i miei spartiti urlare aiuti e paure

mentre l'inchiostro che li vestiva

si trasformava in catacombe velenose

e in casseforti imbottite di scorpioni e sangue gelido

Sono qui

davanti a te

cielo di Kabul

sono qui a chiederti di illuminare la schiena dei miei tamburi

sono qui a chiederti di incorniciare d'oro

le vertebre dei miei sassofoni

sono qui a chiederti di abbracciare le spalle delle mie viole

sono qui a chiederti di accarezzare il cuore dei miei fagotti

sono qui a chiederti di amare le anime di tutti i miei strumenti

fino alla fine del tempo

martedì, 2 Dicembre 2025
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