LETTERA AD UNA GIACCA SENZA TASCHE

LETTERA AD UNA GIACCA SENZA TASCHE

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Lettera ad una Giacca senza Tasche

Cara Giacca senza Tasche,

ho notato immediatamente, appena ti ho visto, la tua espressione dimessa e rassegnata. Non capivo, non potevo comprendere, ovviamente, il tuo profondo disagio, il tuo dramma. Ero circondato, all'interno del grande e scintillante magazzino, da una distesa di colori, sfumature, forme, materiali, scaffali, etichette, messaggi pubblicitari, insegne, informazioni. Si trattava di un prestigioso punto vendita, all'interno del quale trovavano alloggio cappotti, scarpe, borse, camicie, gonne, pantaloni, collant, foulard, e ancora cinture, maglioni, cappelli, pigiami e giacche. Ed era lì, proprio lì, in quel reparto per uomo, in cui tu, silenziosa e discreta, vivevi, appesa ad una stampella, in legno chiaro. Ancora, comunque, non mi rendevo conto del tuo stato d'animo, così in dissonanza con le altre compagne e gli altri compagni, che vivevano nel magazzino ma, mentre tutte e tutti sfoggiavano ilarità, serenità e compostezza, tu, come già descritto poc'anzi, denunciavi insofferenza e malessere. Incuriosito mi avvicinai, sospinto dallo stesso spirito che animava Sherlock Holmes, Maigret e Poirot, molto probabilmente. Delicatamente, spostai le altre giacche, che ti stavano accanto. Esaminai tessuti, colori, confrontai la foggia e la taglia con quella delle tue colleghe; addirittura annusai lana, cotone, viscosa. Poi, d'improvviso, notai la grande differenza, tra te e le altre. A te mancavano le tasche, niente, pertugi, all'estreno e all'interno, niente, neppure il tradizionale taschino, nel quale sventolava, solitamente, il fazzolettino da cerimonia. Niente di niente. Allora credetti di intendere il dolore che ti angustiava: eri senza tasche, di nessun tipo. Ed ecco che mi sovenne ciò che una mia vecchia maestra di scuola raccontava. Ella, dall'alto della sua lunga saggezza, di madre e di insegnante, era solita raccomandare: "...fate sempre tesoro delle vostre esperienze, delle vostre conoscenze, dei racconti che fanno i vostri nonni ed i vostri genitori; racchiudete gelosamente nel vostro intimo le letture e la morale in esse contenute; annotate su un diario, le vostre avventure, ed i vostri viaggi, e principalmente, ciò che hanno rappresentato per voi, e che sarebbe potuto rappresentare una guida ed un supporto, durante la vostra vita...".

Quanta verità, in quei moniti, in quei consigli, di una lontana maestra, di scuola e, soprattutto, di vita. Intesi, alfine, la tua angustia, perenne e senza soluzione. Tu, non avendo alcun contenitore, nessuna tasca, come potevi conservare le tue esperienze, le tue emozioni, le tue avventure. Tu, a differenza delle altre giacche, non avresti potuto mai effettuare una ricerca, un qualcosa che sarebbe servito in seguito per affrontare le difficoltà dell'esistenza. Come avresti potuto dare supporto e conforto a chiunque ti avesse chiesto una mano, un aiuto, una carezza. Tu, drammaticamente, non avevi un passato, una storia, un percorso di vita. Cara Giacca senza Tasche, poco dopo mi sono rivolto alla caporeparto, una paffuta signora, molto sorridente, che ha ascoltato con grande attenzione la mia richiesta:"...mi scusi, signora, perdoni il mio ardire... ma vorrei acquistare una giacca...quella giacca, sa, senza tasche...l'unica, credo, nel vostro reparto abbigliamento da uomo....".

"...caro signore...non capisco la sua richiesta, ma noi, nel nostro reparto abbigliamento uomo, abbiamo solo giacche con le tasche; tutte le nostre giacche sono rigorosamente controllate ed esaminate a fondo, prima di essere messe in vendita...ed ora, se permette, devo lasciarla...ho da fare, mi aspettano al laboratorio di sartoria da uomo, sezione tasche...buona giornata...".

Un caro saluto da paul

22 Novembre 1977,

Hotel Saint Florence, vicino ai Magazzini Les Vignes, a Orange, Francia

mercoledì, 22 Luglio 2026
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